Il vino continua a trainare le preferenze del “turismo del gusto”: il nuovo Rapporto
- undefined
Seguono icone enogastronomiche come l'olio extravergine di oliva (24%), la pizza (22%), la pasta (15%) e i formaggi (11%). E' quanto emerge dal Rapporto sul turismo enogastronomico ideato da Roberta Garibaldi e realizzato da Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico.
Il rapporto fornisce una risposta anche a quanto vale il turismo enogastronomico grazie alla collaborazione con Economics Living Lab, spin-off dell'Università di Verona. "L'impatto economico e sociale è significativo, contribuendo a oltre 40 miliardi di euro all'economia italiana nel 2023, di cui 9,2 diretti, 17,2 indiretti e 13,7 di indotto - spiega Roberta Garibaldi - confermandosi importante per l'economia italiana, con un forte potenziale di crescita e un ruolo non secondario nell'occupazione e nella distribuzione del reddito".
Per i turisti europei - si legge in una scheda del rapporto - il cibo è una presenza stabile, insieme a natura e cultura, tra le esperienze più desiderate. Nel breve periodo (ottobre 2024 – marzo 2025), queste proposte pesano rispettivamente per il 15,3% (enogastronomia), 16,6% (natura) e 14,7% (cultura) nelle intenzioni dei cittadini europei (Figura 1). Si tratta di un bacino di mercato ampio - potenzialmente di oltre 60 milioni, di cui 20,6 solo per l’enogastronomia - con numeri stabili rispetto al 2023.
Numeri che riflettono e sono conseguenza della crescita delle ricerche sul web di informazioni e suggerimenti sui viaggi enogastronomici: basti pensare che,rispetto al 2023, le ricerche sul web della parola «cooking tourism» da parte degli inglesi sono aumentate del 250% mentre per «best cities for food in the world» del 143%.
photo credit: Rapporto sul turismo enogastronomico